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Manuale competenze tecniche BFTA
- Aggiornato da Maestro

© Prodotto dal BFTA & l'NSRA
© Aggiunte di András Fekete-Móró (Maestro), 2011-2013.
© Tradotto da Andrea Tappini (Andre K98), 2015.

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Contenuti

1. Storia del Field Target
1.1. Gli albori
1.2. Il Field Target oggi

2. La legge

3. Sicurezza
3.1. Sicurezza con le carabine ad aria compressa
3.2. Sicurezza con l'aria compressa

4. Respirazione

5. Punteria
5.1. Punto naturale di mira
5.2. Puntare col corpo
5.3. Puntare e respirazione
5.4. La punteria 'eccellente'

6. Accompagnamento

7. Controllare lo scatto
7.1. Requisiti Generali
7.2. Tipi di scatto
7.3. Peso dello scatto
7.4. Sistemare scatto e impugnatura
7.5. Metodi di utilizzo

8. Posizione Libera -Freestyle
8.1. Generale
8.2. Variazione 1
8.3. Variazione 2
8.4. Altre Variazioni
8.5. Sostenere l'arma

9. Posizione in ginocchio
9.1. Generale
9.2. Impostare la Posizione e usare il cuscino da tiro
9.3. Bilanciare la Posizione
9.4. Sostenere l'arma

10. Posizione in piedi
10.1. Generale
10.2. Posizione delle mani

11. Leggere la distanza
11.1. Traiettoria
11.2. Caduta
11.3. Storrettamento
11.4. Scommettiamo? - Stimare la distanza a occhio
11.5. Parallassare
11.6. Sfruttare la prospettiva
11.7. Effetti di un'Accurata lettura della distanza sulla deriva

12. Vento
12.1. Indicatori di Vento
12.2. Loro utilizzo
12.3. Affrontare il vento - correzioni
12.4. Apprendere a sparare in sua presenza
12.5. Compensare coi click in deriva

13. Il tiro inteso come sport mentale
13.1. Concentrazione
13.2. Controllo mentale
13.3. Motivazione
13.4. Agitazione ed Emozioni
13.5. Farsi scorrere addosso gli errori
13.6. Qual'è il Segreto?

 

1. Storia del Field Target

1.1. Gli albori

Il Field Target con carabine ad aria compressa nacque nel 1981 come alternativa alla caccia. I bersagli erano sagome metalliche riproducenti forme animalesche come piccione, scoiattolo, topo, etc. Un adesivo rotondo era posto al centro di esse, ovvero l'area da colpire e veniva assegnato un punto se questa risultava presa. A causa dell'inconveniente del dover cambiare adesivo per ogni tiratore, venne creato un bersaglio meccanico con un buco al suo centro che fungeva da area di abbattimento; sarebbe caduto quando colpito al centro, per poterlo poi riarmare in seguito dalla linea di tiro. L'area del bersaglio aveva 50mm di diametro e la massima distanza in un tipico percorso da 20 tiri era 40-45 yards (35-40 metri).

Il tipo di arma usata era generalmente una carabina a molla a canna basculante in calibro .22 (5,5). Il motivo principale di tale scelta fu che le carabine a canna basculante erano le più gettonate nel mercato (eccezion fatta forse per la BSA AirSporter) e all'epoca il calibro .22 era il più preciso per il tiro all'aperto anche per la vasta gamma di pellet disponibili; i testa sferica tipo gli Eley Wasp erano preferiti per la loro resa durante le giornate ventose. Gli unici pallini precisi in calibro .177 (4,5) erano i testa piatta designati per il tiro al chiuso, a causa della loro forma e peso ridotto era difficoltoso ottenere risultati consistenti in gare all'aperto. Era utilizzato anche uno sparuto gruppetto di carabine pneumatiche come la Sharp Innova, ma non erano particolarmente amate a causa dello sforzo richiesto per caricarle.

Si stimava a occhio, i tiratori divennero davvero esperti nell'individuare i bersagli e capirne la distanza accuratamente. Usavano anche le ottiche, ma il numero massimo di ingrandimenti era solitamente 9x. Non era inusuale i primissimi tempi avere più tentativi di tiro, ciò significa che un tiratore poteva apprendere la distanza del bersaglio e come tirava il vento dai tentativi precedenti, aumentando de facto il suo score.

Nel 1984, nacque la British Field Target Council con l'obiettivo di promuovere la disciplina del Field Target, e formalizzare regole basiche di sicurezza e condotta.

1.2. Il Field Target oggi

Il bersaglio moderno mantiene ancora la forma a silhouette, ma la kill zone ha un diametro massimo di 45 mm. Un normale percorso di gara consiste di 30-50 bersagli posti a distanze casuali tra i 7 e i 50 metri. E' consentito un tiro per sagoma, viene dato un punto per ogni bersaglio abbattuto. Non è concesso effettuare ritirare la sagoma durante la gara. Oltre a questa disciplina potrete trovare varie tipologie di tiro, tipo: tiro a lunga distanza, a sagome con una kill zone ridotta, tiri veloci o con la pistola. Queste altre tipologie prevedono secondi tentativi.

L'abilità in questo tipo di tiro è nel giudicare con precisione la distanza di ciascun bersaglio e calcolare il vento e le condizioni meteorologiche, che possono modificare la traiettoria del pellet,relativamente lento e leggero.

Il Field Target è uno sport che si pratica all'aperto sicuro, divertente e stimolante, che può essere praticato da tutta la famiglia. Si tratta di una disciplina di concentrazione e non comporta assolutamente l'uccisione di animali. Come il tiro sportivo, il Field Target è il più tranquillo e che sta prendendo più piede rapidamente - essendo stato esportato con successo in Europa e negli Stati Uniti d'America. Una sua stagione dura un anno, unisce i club per gareggiare in eventi invernali ed estivi. In tutta la Gran Bretagna, durante il fine settimana, si svolgono gare libere. I tiratori sono normalmente messi a classifica dopo questi eventi e quindi si compete tutti assieme, indipendentemente dall'età e dal sesso . Si tratta di uno sport che genera aggregazione e vi è spesso una rivalità bonaria tra i club - come in tutte le migliori tradizioni sportive .

 

2. La Legge

E' vitale che si sia pienamente a conoscenza delle leggi in relazione al maneggio e possess delle carabine ad aria compressa, dei pallini e del loro utilizzo, con particolare considerazione all'età dei partecipanti (ad esempio, i bambini o i giovanissimi ).

La BFTA non è qualificata per offrire supporto legale. Le leggi dovrebbero essere determinate dal vostro Paese o Stato di Residenza. Tenetelo bene a mente quando vorrete fare Gare Internazionali.

Per l'Inghilterra facciamo riferimento a quanto scritto su questo sito:
http://www.basc.org.uk/en/shooting/airgunning/air-rifles.cfm

Un PDF assai utile si può trovare qui:
http://www.basc.org.uk/en/utilities/document-summary.cfm/docid/038BE62F-14D4-41FA-BEE9D95E3AFF5511

I links potrebbero cambiare per cui date un'occhiata a: www.basc.org.uk e digitate “air gun”

 

3. Sicurezza

La Sicurezza con ogni tipologia di arma è una responsabilità collettiva. Il tiro è uno degli sport più sicuri al mondo, questo perchè presenta regole di sicurezza che DEVONO essere rispettate SEMPRE.

I due punti fondamentali sono:

  • Mai puntare un'arma addosso a qualcuno!
  • Maneggiare sempre l'arma come se fosse carica!
Tutte le altre regole nascono dall'applicazione di queste ultime in diverse circostanze.

3.1. Sicurezza con le carabine ad aria compressa

Maneggio dell'arma

  • Quando uscite con la vostra arma, che questa sia sempre scarica e la leva di armamento non sia armata
  • Mostrate che è scarica prima di mostrarla a un altro tiratore
  • Quando la rimettete a posto controllate che sia scarica e la leva di armamento non sia carica. Mai mettere a posto una carabina con la leva di armamento carica
  • Quando ci danno un'arma, controllate che sia scarica e non armata. Se non sapete come fare, chiedete al proprietario/LI>
  • Mai imbracciare un'arma senza il permesso del proprietario
  • Meglio controllare SEMPRE che la carabina sia scarica, una dimenticanza potrebbe costar molto caro.

Il suo utilizzo

  • Tenere sempre la volata verso il basso quando non è in uso
  • Caricarla mantenendo sempre la volata verso il basso
  • Se usate carabine con canna basculante o canna fissa con leva di armamento, abbiate l'accortezza di tenerle ferme quando inserite il pallino, sarebbero dolori se si chiudessero all'improvviso col vostro dito in mezzo

Trasporto dell'arma

  • Mai andare da una piazzola all'altra con l'arma carica
  • La cosa migliore sarebbe spostarsi tenendo l'otturatore sganciato e senza eventuali caricatori
  • Quando ci si sposta, l'arma non deve mai essere armata, l'otturatore deve essere aperto, il caricatore rimosso e la volata posta in verticale
  • Se non è utilizzata, tenete la carabina nella custodia

Comandi in gara

  • Se sentite un singolo fischio o l'ordine STOP, fermate tutto immediatamente
  • Obbedite subito alle istruzioni dei marshall, sempre
  • Mai entrare nel percorso senza l'autorizzazione di uno dei Marshall

Generale

  • Non fate affidamento sulle sicure per mantenere integra l'incolumità vostra e dei vostri amici
  • Non attirate l'attenzione di coloro che stanno sparando, potrebbero inavvertitamente girarsi di scatto
  • Osservate tutte le norme di sicurezza quando si spara a vuoto

3.2. Sicurezza con l'aria compressa

Molte carabine moderne usano l'aria compressa come fonte di energia. Offre un buon tiro abbordabile ma non bisogna mai sottovalutare la quantità di energia che viene immagazzinata all'interno di un serbatoio. Una bombola di aria compressa è come una potenziale bomba se utilizzata in modo errato .

  • Tenete le bombole lontano da fonti di calore
  • Evitate che le bombole cadano e risparmiate botte al serbatoio
  • Mai usare bombole o raccordi rovinati
  • Verificare sempre il livello di carica delle bombole mai usate
  • Assicurarsi che la propria bombola sia omologata
  • Quando si attacca un raccordo a una bombola, stringere con un minimo di forza, una stretta manuale è di solito più che sufficiente
  • Quando si usano bombole conosciute o altri serbatoi rimovibili, mai stargli davanti in fase di carica
  • Sempre controllare lo stato delle proprie bombole e dei raccordi quando si carica
  • Evitate di guardare direttamente il manometro quandi si carica
  • Caricare il serbatoio sempre lentamente, mai aprire il rubinetto di getto
  • Evitate il contatto dell'aria ad alta pressione con la pelle
  • Mai mettere olio o grasso nei sistemi di aria ad alta pressione

 

4. Respirazione

A causa dell'instabilità generata dalla respirazione è praticamente impossibile effettuare un ottimo tiro senza trattenere il fiato. Tuttavia appena si smette di respirare, le funzioni del corpo iniziano a venir meno a causa dell'ipossia (carenza di ossigeno). La prima cosa che viene meno è la capacità di messa a fuoco, seguita da contrazioni muscolari sempre più accentuate. Infine arriva l'istinto di sopravvivenza che ci dice "devo respirare, devo respirare", perchè il corpo vuole in qualche modo proteggersi. Un ensemble di elementi che di certo non ci è di aiuto nello sparare un tiro buono. Tali effetti nefasti possono essere prevenuti se la respirazione è sospesa per un breve lasso di tempo. Per esalare completamente ci vogliono 10 secondi, poco più di un'inalazione. Quando si respira, i muscoli toracici vanno in tensione e si rilassano quando si butta fuori l'aria. Se si vuole ridurre la tensione nella posizione di tiro è consigliabile sparare in apnea. Il seguente diagramma mostra il tipico andamento respiratorio.

V0 - la fine di un normale respiro. E' possibile buttar fuormi molta aria ma non al punto da svuotare in maniera definitiva i polmoni.
V1 - il culmine di un normale respiro. E' possibile immagazzinare un quantitativo maggiore di aria rispetto alla media a cui siamo abituati (iperventilazione).

Il tiratore prende un respiro più lungo e più profondo che riempie il sangue di ossigeno, poi un respiro normale e butta fuori l'aria fino a che il petto arrivi alla minima tensione, da lì si trattiene il respiro per circa 10 secondi, mentre il colpo viene rilasciato poi succede dell'altro. Il punto di pausa, il numero e la durata dei respiri ecc. sono molto individuali in base alla fisiologia del tiratore. Ciò che conta è che la pausa nella respirazione non si estenda oltre i 10 secondi. Se risultano troppi, è preferibile rilasciare il tiro ed effettuarne in seguito una considerevolmente inferiore di circa 4 a 6 secondi. Ciò può essere possibile fattibile in buone condizioni tuttavia può essere necessario prendere più tempo in caso di maltempo. In ogni caso, se il tiro non parte nel tempo previsto dai vostri standard mettete giù l'arma, fate qualche respiro per riossigenare il sangue e ripetete il processo.

È importante rimarcre che ciò non implica una completa espirazione. La totale espirazione forzata è una posizione forzata dei polmoni e dei muscoli pettorali, come un'inalazione completa . Ma vi è un punto, approssimativamente a tre quarti di polmoni pieni, in cui la cassa toracica non va in tensione. Si può dunque capire quando è necessario lo stesso sforzo di inalare o espirare ulteriormente. Questo è il meglio per il tiro, questo è il meglio per il vostro corpo. In breve il meglio si ha mentre si espira, ma non deve essere una cosa forzata anzi deve svolgersi in maniera del tutto naturale. Aggiungo, però, dicendo che la respirazione non è necessariamente una fonte di errori. Può essere utilizzata per un'accurata mira. (vedi Capitolo 5.3)

 

5. Punteria

5.1. Punto naturale di mira

Il Punto naturale di mira è una cosa importantissima in punteria. E' dove guarda il vostro corpo stesso quando vi mettete in posizione. Sedetevi, chiudete gli occhi e giratevi appena, rilassando i muscoli tesi non interessati al nostro compito. Ora verificate dove punta la vostra arma: quello è il punto naturale di mira.

Il suo utilizzo è molto importante perché trovarsi subito nella giusta direzione necessita uno sforzo muscolare minimo, indi per cui anche eventuali errori di tiro si riducono drasticamente, in breve si spara dove si guarda. La spiegazione è semplice: se l'ottica non è nel punto naturale è necessario regolare la posizione del corpo con un picoclo movimento. Non è impossibile. Si può puntare ovunque, ma con l'aggiunta di inutili tensioni nei muscoli , col fucile non imbracciato in posizione ideale e come si inizia a concentrarsi sul bersaglio, il corpo si rilassa e torna alla direzione di partenza - e sarete daccapo . Tuttavia se tutto il corpo guarda correttamente al bersaglio , è molto più facile rimanervi concentrati durante la messa a fuoco e il tiro sarà molto più preciso.

5.2. Puntare col corpo

Molti tiratori nel Field Target abbassano gli ingrandimenti per trovare la sagoma e traguardarne la distanza, è un'operazione che facilita tale compito. È possibile guadagnare tempo con ciò, ma aumenta anche le probabilità che la vostra posizione risulti sbagliata e l'ottica non sia in linea col punto naturale di mira. Anche il solo sedersi andrebbe un po' affinato così: idealmente, anche con 50 ingrandimenti, guardate il bersaglio, facendo ciò vi sedete, guardate nell'ottica e già dovreste vedere la sagoma. Anche se il reticolo non è esattamente al centro della killzone, il bersaglio dovrebbe essere chiaramente visibile al volo in modo da non doverlo poi cercare.

Se si ha bisogno di rivedere la propria posizione, non sono la spalla o il braccio a dover essere riadattati per portare il reticolo subito sul bersaglio, ma le parti del corpo più vicine al suolo (piedi, ginocchia, glutei). La spiegazione è semplice: se si sposta la carabina col braccio, poi sarà solo un peso di 6-8 kg che punterà nella direzione giusta, che si può riportare in posizione con i muscoli abbastanza facilmente. Mentre quando si gira tutto il corpo verso il bersaglio la linea di tiro naturale dal peso di 60-100 kg cercherà subito la giusta direzione e questa varierà tanto facilmente.

Nelle sezioni seguenti, le posizioni di tiro minuziosamente descritte derivano dal seguente principio: l'intero corpo dovrebbe puntare nella direzione giusta con la tensione muscolare al minimo, preferibilmente le ossa dovrebbero appoggiarsi sulle altre ossa. Ogni volta che risulta possibile, i muscoli devono essere lasciati fuori dai giochi. Pertanto, non importa se vi siete dovuti alzare all'alba e siete già stanchi dopo 3-4 ore di guida, quando finalmente vi potrete sedere a sparare è garantito che saranno le ossa a tenere la carabina e non i muscoli. Questo tipo di sostegno dell'arma differisce solo leggermente dalla stabilità dello zero.

5.3. Puntare e respirazione

Sarebbe meglio evitare di respirare in fase di tiro, ciò potrebbe essere foriero di problemi però. Dato che non spariamo in uno spazio chiuso in condizioni di isolamento, una folata di vento può incombere in qualsiasi momento, un cordino potrebbe disturbarci la visuale, da qui tutto il meccanismo si spezza bellamente. E' meglio non tener presente l'evitare di respirare, bensì usare questa nostra necessità a nostro vantaggio. Esalare lentamente e pacatamente ci viene incontro per un cambio posizione preciso della parte superiore del nostro corpo senza mettere in tensione i muscoli del tronco toracico, così facendo la posizione dell'arma verrà cambiata in maniera più fluida.

L'approccio al bersaglio viene solitamente fatto nella direzione in cui il peso della carabina stessa si rivolge (da cima a fondo, in posizione eretta ),oppure, dove noi dirigiamo il nostro peso (dall'alto verso il basso , da seduti e da in ginocchio). In ogni caso la chiave di volta è il rilassamento, e non la tensione muscolare, che dovrebbe spostare l'arma in direzione del bersaglio

La respirazione può venirci incontro in modo molto efficace. Da seduti si può semplicemente indirizzare l'arma verso il bersaglio . Mentre si respira si può allentare la postura leggermente per evitare cedimenti, in modo da mantenere la mira a posto. Durante l'espirazione è possibile impugnare l'arma più docilmente. Un altro respiro e l'arma resta in posizione. Il risultato è un movimento ben controllato in punteria con i muscoli del tronco rilassati, pur respirando normalmente.

5.4. La punteria 'eccellente'

Il FT ha un punteggio binario, praticamente o va o non va. E' come se i tiratori olimpici avessero un unico cerchio da 8 nel loro obiettivo: tutti i colpi all'interno del cerchio valgono il punteggio massimo e quelli fuori saranno zero. E questo fa una grande differenza! < B >Bisogna sforzarsi di fare il colpo migliore, ma un 'abbastanza buono' avrà comunque valore se abbatte il bersaglio.< / B > E' meglio sparare sul bordo della kill-zone piuttosto che rischiare e sparare al centro, il pellet potrebbe andare a impattare sul corpo della sagoma senza abbatterla.

Ogni colpo a segno vale un punto e tutti i non abbattimenti valgono zero. Quando si compensa il vento fuori dalla kill zone di tot centimetri in realtà non importa se l carabina punta un pochino fuori dal punto nostro ideale di mira. Non significa necessariamente che non bisogna mirare attentamente prima di sparare, ma non bisogna pensare che il reticolo debba sempre stare al centro della killzone se si spara ad una sagoma posta a 50 metri. A volte non è necessariamente quello il punto in cui mirare: se oscilla leggermente all'interno di di 5-10 mil, nel caso di un buon tiro (caratterizzato da corretta lettura della distanza e del vento, ottima impostazione della carabina, etc. ) è un abbattimento sicuro. Ma se, esagerando, si vuole sparare un colpo più che preciso, nello sforzo di prendere il momento perfetto, è quasi certo non andrà a segno e impatterà fuori dalla killzone.

 

6. Accompagnamento

Il processo di mira e tiro non finisce quando si rilascia il grilletto. Tale processo di restare in mira sull'obiettivo durante e dopo il rilascio del tiro è chiamato accompagnamento.

L'accompagnamento è di vitale importanza, in particolare nel tiro ad aria comrpessa, perché l'azione di tali carabine è piuttosto lenta. Ci vuole tempo per il tiro a svilupparsi dopo la pressione sul grilletto. In una carabina PCP il grilletto rilascia la massa battente, che si muove in avanti per aprire la valvola, l'aria accelera il pellet che viene spinto all'interno della canna fin quando non esce dalla volata rendendosi libero dall'influenza del tiratore. Durante questo periodo, durante questa fase se il tiratore è disturbato potrebbe far partire un pessimo colpo.

Ci sono diversi fattori fisiologici nell'accompagnamento. Quando si ha il bersaglio bene a fuoco, si rilascia il tiro, ma il dito non si muove istantaneamente. Un ritardo di un decimo secondo, che equivale al nostro tempo di reazione, si verifica prima che il dito si sposti. Attraverso questo minuscolo lasso temporale l'obiettivo deve essere mantenuto fisso nella nostra visuale.

Inoltre il processo di dello sparo di un colpo richiede un dato tempo (5-12 ms)che è solo una frazione del tempo di reazione umana (che è 75-200 ms). Un articolo dettagliato sulla relazione tra tiro della carabina e tempo di reazione umano può essere letto qui:
http://www.szottesfold.co.uk/2012/02/lock-time-test-results.html
Che cosa significa tutto questo per noi? So che tutte queste prove rappresentano solo il mio tempo di reazione, ma ci sono tiratori più giovani e più attempati nei campi di tiro e possiamo prendere i miei risultati come una media e trarre alcune conclusioni generali:

  • Le armi sparano molto più velocemente di quanto noi crediamo
  • Noi spariamo molto più lentamente di quanto pensiamo

La cosa più importante è sapere che il tempo che intercorre tra quando pensiamo di rilasciare il tiro e quando lo si rilascia fisicamente è di 120 ms , che è circa 20 volte tanto del tempo richiesto da una carabina a far partire un colpo. Ciò ci suggerisce due cose:

  • Sforzi eccessivi per ridurre il tempo di sparo di 1-2 ms non sempbre portano ottimi risultati
  • L'accompagnamento è dannatamente super molto mega utile

Inoltre, la carabina è tenuta in posizione da un certo sforzo muscolare che deve rimanere lo stesso fino a quando il pallino ha lasciato la volata. Senza l'accompagnamento c'è la possibilità che i muscoli che tengono la carabina possano rilassarsi con una frazione di secondo d'anticipo, prima che il pellet abbia lasciato la canna, spostando l'arma e producendo un pessimo tiro.

Un buon accompagnamento può essere ottenuto mantenendosi in mira per più di un secondo dopo lo sparo. E' un tempo più che sufficiente per far uscire il pallino dalla canna. Qualche tiratore resta in mira anche fino a tre secondi. Può sembrare vantaggioso ma alla lunga può risultare uno spreco di energie.

Ancora più importante, essere consapevoli del fatto che si dovrebbe sempre effettuare l'accompagnamento! Ed è meglio stare in mira un secondo più che solo un decimo meno del necessario... Quel singolo secondo un ambiente competitivo, pur essendo sotto pressione così può esservi veramente d'aiuto. Sia a voi che al tiro quando esce dalla canna. E' addirittura consigliabile modificare la vostra routine di tiro facendo passare un paio di secodni di staticità dopo che il colpo è partito: colpo - uno - due - abbassare la carabina. Oppure si può collegare l'accompagnamento all'esito del tiro, se vedete la sagoma cadere allora abbassate l'arma simultaneamente oppure se sentite il fastidioso rumore del pallino che impatta sull'esterno della killzone, guardate dove ha colpito e cercate di capire cosa è successo. Anche se è una giornataccia, l'accompagnamento può dare informazioni utili. Ad esempio, potrebbe essere che avete fatto un tiraccio - o il tiro era perfetto, ma con una lettura sbagliata del vento. L'accompagnamento può essere praticato anche se si usa una carabina springer. Al suo interno avviene un processo di tiro meno immediato e anche il movimento dell'arma è maggiore, con questi fattori un errore nell'accompagnamento si amplifica (questo è il motivo per cui è più difficile sparare con le carabine a molla).

L'altro componente dell'accompagnamento è psicologico. Non basta a tenere fisicamente la carabina in posizione durante il tiro. La concentrazione nell'esecuzione del tiro non deve mai venir meno se si vogliono fare dei passi in avanti. Portando l'attenzione al movimento della volata durante la pressione sul grilletto è possibile ottenere informazioni preziose per capire che tiro sarà. Tale pratica è nota come 'tiro chiamato' e dà un feedback sulla tecnica da utilizzare per i colpi successivi. E' molto utile al momento di decidere quando fare piccole correzioni come questi possono essere basate su informazioni provenienti da tiri precedentemente fatti, ritenuti da noi tecnicamente buoni.

 

7. Controllare lo Scatto

Qualunque tipo di grilletto o metodo di controllo su di esso si eserciti, il fine sarà lo stesso: far partire lo scatto senza muovere l’arma in punteria. Ogni tecnica di scatto che si avvicinerà a ciò sarà da considerarsi efficiente.

7.1. Requisiti Generali

Tutti gli scatti devono essere:

  • Consistenti - se il punto di rilascio e la pressione del grilletto non sono costanti tra un tiro e l'altro, sarà impossibile effettuare sempre un tiro ottimale.
  • Affidabile - Non solo in chiave di lettura della performance ma anche in quella della sicurezza.
  • Che non sia troppo brusco.
  • Possa partire con una pressione dolce.

E' anche consigliabile che sia:

  • Regolabile per il peso da esercitarvi.
  • Che la lama del grilletto sia regolabile.
  • Facile da mettere a punto.

7.2. Tipi di Scatto

Benchè esistano 4 tipi principali di grilletto, solo 2 possono essere generalmente visibili nel Field Target. Sono quelli a azione singola o doppia.

Azione Singola - Tale tipologia, spesso chiamata scatto diretto, non ha movimento libero prima del rilascio. Ciò significa che il punto d'ingaggio deve avvenire piuttosto lentamente se si ha un tempo di reazione dell'arma così ridotto. Ne consegue che il peso di tali scatti debba essere regolato a un peso minore rispetto a quelli a doppia azione.

Azione Doppia - Tale tipologia ha dapprima un minimo movimento libero prima di far partire il colpo. In seguito un piccolo ulteriore movimento rilascerà il meccanismo della massa battente. Il grilletto a doppia azione ha un aggancio profondo, tenuto più lontano dal primo tempo. Ciò permette una maggiore sicurezza dai colpi accidentali. Comunque la maggior parte degli scatti a doppia azione sono di fatto a singola azione con un movimento libero costruito all’interno del gruppo di scatto stesso.

7.3. Peso dello Scatto

Possiamo affermare che, considerando il fatto il quale tutti vorrebbero azionare il grilletto senza muovere l’arma, uno scatto estremamente leggero dovrebbe essere un vantaggio visto che si usa meno forza per azionare il meccanismo. Ma son è sempre così che va. Un elemento di vitale importanza è l’abilità del tiratore nel riconoscere il punto di rilascio e capire tempestivamente il momento in cui l’arma sparerà – non solo in fase di allenamento ma anche in gara. Per questa ragione gli scatti nelle gare di field target sono raramente tarati a un peso estremamente leggero. Un peso all'incirca di 130 grammi è leggero abbastanza per dare una resistenza minima ma al contempo capirlo adeguatamente. Ogni tiratore lavorerà sul giusto peso dello scatto. Le armi più economiche non posseggono lo scatto regolabile. Di solito, tenderà ad avere una taratura piuttosto pesante e potrà essere sostituito solamente da un armaiolo competente.

7.4. Sistemare Scatto e Impugnatura
CORRETTO
Il movimento del dito segue
l'allineamento dell'arma
NON CORRETTO
Il dito fa forza sul bordo del grilletto
NON CORRETTO
Il dito abbraccia troppo il grilletto

 

La mano deve essere messa in modo tale da permettere al dito di tirare la lama del grilletto in maniera allineata rispetto alla carabina. Non deve esserci la tendenza del dito a tirare il grilletto (e di conseguenza l’arma) a destra o a sinistra. La mano deve essere posizionata in modo che rilasciando il grilletto non si abbiano appruamenti della carabina. Le carabine recenti ad aria compressa tendono ad avere una lama del grilletto completamente regolabile ma è consigliato di muoverne solo l'altezza e la posizione longitudinale, la superficie della lama del grilletto dovrebbe essere il più simmetrica possibile così il tiro non sposterà l'arma per un lato o per un altro. Con l'eccezione di tiratori dalle dita assai corte, non si deve ruotare il grilletto attorno al suo asse verticale.

La quantità di forza da applicare sull'impugnatura, è una questione di preferenze personali. Sebbene molti testi suggeriscano di usare la stessa forza necessaria a tenere un martello quando si colpisce un chiodo, cioè una presa abbastanza solida, ci sono una grande varietà di impugnature usate dai migliori tiratori. Generalmente, stringere l'impugnatura e premere il grilletto sono operazioni da effettuare esercitando virtualmente la medesima forza. I muscoli e i tendini che muovono le dita, lavorano assieme in maniera più naturale se esercitano il medesimo sforzo, di conseguenza non c'è molta differenza tra le forze esercitate tra un dito e un altro. Comunque si possono tenere in considerazione alcune linee guida:

  • La mano destra non sposta l'arma sul bersaglio.
  • L'impugnatura deve essere salda.
  • Scatti più duri richiederanno più forza sull'impugnatura.
  • L'impugnatura usata su armi a molla di solito è più leggera.
Ci sono molti dibattiti se il pollice della mano che sta sul grilletto deve essere tenuto alto in verticale, quasi orizzontale (come per le carabine dotate di calciatura thumb hole) oppure una via di mezzo tra le due posizioni. Sicuramente il pollice non partecipa attivamente al processo di sparo, quindi cambiando la pressione sulla carabina ogni metodo sarà il migliore

7.5. Metodi di utilizzo

Abbiamo molti modi per descrivere come incrementare dolcemente la pressione sul grilletto fino quando l’arma non spari. Il tipico “schiacciare il grilletto” è forse il meno accurato. Questo termine da l’impressione che la pressione sia data interamente dalla mano che stringe l'impugnatura e conseguentemente il grilletto. Niente è più lontano dall’essere vero. Nella corretta procedura di sparo, l’unica cosa che si muove è solo il dito sul grilletto, le braccia rimangono ferme e l’arma spara senza che nessun altro movimento le venga trasmesso. Esistono più modi per effettuare quest'azione. Tutti i metodi sono usati dai migliori tiratori. Il grafico in calce li illustra, ma in realtà i tiratori usano una combinazione di due o più metodi.

Esistono errori che accadono assai spesso nella pressione del grilletto:

  • Strappare il tiro – quando si applica una pressione molto brusca, come se il dito corra sul grilletto, cioè rilasciare il grilletto velocemente e sporcando il tiro di conseguenza.
  • Premere il primo tempo velocemente e sbattere sul secondo tempo.
  • Premere per il primo tempo, poi rilasciare un poco la pressione prima di intraprendere il secondo tempo.
Tutto ciò che è sopraelencato trasmetterebbe dei bruschi e pericolosi movimenti alla carabina in fase di sparo.

Per uno scatto a singola fase e una buona posizione le braccia devono essere ferme e la pressione progressiva fino allo sparo.
In alternativa, con una presa poco stabile, la pressione vieneincrementata in fasi, fermandola quando l’arma si sposta dal bersaglio.
Alcuni tiratori usano uno scatto a singola azione ma il dito indice vibra sul grilletto prima di aumentare rapidamente la pressione. Questo movimento si basa sul principio che è più facile completare un movimento che iniziarne uno nuovo e riduce i tempi di rilascio.

In caso di scatto a doppia azione, queste tecniche si somigliano assai ma iniziano dal secondo tempo e non partono da zero ma da peso del primo tempo. Ciò implica che il grilletto è più stabile e si preclude lo sviluppo di cattive abitudini.

Per uno scatto a due fasi e una buona presa, il primo tempo viene esercitato in maniera netta mentre la mira viene affinata e la pressione viene aumentata costantemente fino al secondo tempo fino a che l’arma non spara.
Per uno scatto a due fasi e una presa meno stabile, il primo tempo viene esercitato in maniera netta mentre la pressione è aumentata in fasi, fermandola quando l’arma si sposta dal bersaglio.
Questo metodo è simile a quello a pulsazioni per il singolo scatto, ma si applica ad uno scatto in due tempi. Si effettua un primo tempo netto e si vibra il dito poco prima di una rapida pressione per il secondo tempo.

Il colpo deve essere sempre 'inaspettato', perché riduce la possibilità di strappare il tiro - ma dobbiamo anche essere un po'consapevoli di quando lo scatto sganci, altrimenti avremmo solo una pressione di interminabili secondi sul grilletto, in attesa del tiro. Con della pratica è possibile mantenere la pressione sul grilletto all'80-90% della forza richiesta, rilasciando al momento giusto. Dovrà esser necessario solo un piccolo movimento per sparare, che - proprio per questo piccolezza - può essere un po' più rapido rispetto al movimento che costruiamo da zero.
E'importante che lo sparo derivi da movimento rapido ma mai da uno spasmo improvviso!

La maggior parte delle carabine da Field Target presentano un grilletto a due fasi, ma gli scatti match di solito possono essere impostati anche per una fase sola. Per i principianti, tuttavia - soprattutto agli inizi - si consiglia di utilizzare uno scatto a due fasi intorno agli 80-100 g. Per una maggiore sicurezza in generale, e perché il pretensionamento è già esercitato dal dito e la forza deve solo essere aumentata, quindi c'è meno possibilità di errore di scatto. Qualsiasi "stress nervoso" è più gestibile con uno scatto a doppia azione.

Poi, dopo qualche anno di pratica, se si sa già esattamente perché, come e cosa succede durante il processo di sparo, è possibile iniziare a sperimentare - ma sempre fare una sola cosa alla volta, prove con un sacco di colpi e analizzare i risultati - e sviluppare una caratteristica di scatto che meglio si adatta alla vostra forma fisica/mentale migliore.

 

8. Posizione Libera - Free Style

In queste foto potete vedere la posizione da seduto di 48 tiratori inglesi dallo stesso punto di vista della fotocamera, è una collezione molto informativa.
Foto fatte da Simon Evans al BFTA Grand Prix, Tondu, nel Maggio 2011.

 

8.1. Generale

In una gara di Field Target, la maggior parte delle sagome sono ingaggiate in posizione libera (Free Style) la quale, come suggerisce il nome, è una delle posizioni maggiormente usate dai tiratori. Sebbene ci siano persone che hanno conseguito successi anche con altre posizioni, quella da seduti è la più usata. Questa posizione ha cominciato ad essere usata verso la fine degli anni ottanta ed è un mix delle precedenti posizioni sedute usate in altre discipline, adattate alle specifiche necessità delle armi ad aria compressa. I vantaggi di questa posizione sono la stabilità, la semplicità, il comfort e la sufficiente altezza da terra. La posizione prona è si più stabile, ma è meno immediata per trovare la giusta postura e stimare/vedere i bersagli, per questo non è largamente utilizzata.

La posizione và così orchestrata. La maggior parte del peso và scaricata sul cuscino da tiro, che è costituito da un robusto involucro impermeabile riempito di materiale sostenitivo (tipo palline di polistirolo) dell’altezza massima di 10 cm. Le ginocchia sono piegate verso il petto e la carabina poggia sopra il ginocchio sinistro (o destro, se il tiratore è mancino) in vari modi (nel caso della foto dal gomito sinistro). Si mantiene una posizione più stabile se i piedi vengono tenuti in piano sul terreno, in maniera naturale e non forzandoli. Aggiustare l’altezza del cuscino può facilitare questo compito. La mano destra è sul calcio ma non guida la carabina ed il ginocchio destro sostiene il gomito destro. La mano sinistra deve rimanere sull’avambraccio destro o dove la sua posizione minimizzi la tensione muscolare. La schiena deve avere la possibilità di formare un arco naturale per minimizzare la tensione muscolare della posizione.

Bisogna sottolineare che le lunghezze di arti e del corpo di ogni individuo avranno notevole influenza sulla realizzazione della corretta postura. In ogni caso le spalle devono essere sempre mantenute parallele al bacino. Se questo dettaglio non viene rispettato si avranno oscillazioni laterali. Per facilitare la ricerca di una corretta postura generale, è buona norma costruire la posizione partendo dalla ricerca del parallelismo spalle-bacino, che sarà la base di tutte le posizioni successive.

L’evoluzione della posizione seduta ha generato due distinte variazioni della postura canonica. Entrambe sono usate dai tiratori d’elite con risultati analoghi e presentano poche differenze l’una dall’altra.

8.2. Variazione 1

In questa variazione il corpo è inclinato ulteriormente più avanti; il peso del corpo e della carabina sono distribuiti sulle natiche e sui piedi.

Bisogna scaricare il 60% del peso sulle natiche, mentre il restante 40% è distribuito equamente sui piedi. Il baricentro di tutta la posizione è ulteriormente avanzato con il peso del corpo trasmesso ai piedi tramite le ginocchia. Il busto, le spalle e le braccia devono essere il più possibile rilassate per non trasmettere dannose vibrazioni.

 

8.3. Variazione 2

Questa variazione è effettivamente migliore per la posizione delle ginocchia e per la distribuzione del peso.

La maggior parte del peso è supportato dalle natiche (circa l’80%). La schiena è piegata e forma un arco naturale ma il corpo non è così inclinato in avanti come nella precedente posizione. La gamba destra và lasciata cadere nella sua posizione naturale e la sua normale tensione si scarica sul piede. La gamba sinistra sostiene la maggior parte del peso della carabina. La spalla destra è lasciata in posizione naturale e non è alzata per guidare la carabina. La sensazione generale è che il peso del corpo sia appoggiato sul posteriore e il peso dell’arma sul ginocchio.
8.4. Altre Variazioni

La Variazione II qui sopra è stata ulteriormente sviluppata tanto da poter essere definita Variazione III a volte, ogni anno vedoche è sempre più usata nelle competizioni internazionali. In genere, i tiratori passano dalla I a II e dalla II alle III, solo molto raramente tornano sui loro passi. Ciò significa per me che queste modifiche sono testate e approvate con molta pratica, e sono davvero utili.

La differenza non è troppo visibile nelle foto, ma si può riconoscere tale variazione dalla posizione della carabina e del gomito destro. A seconda della tipologia di tiratore può essere molto versatile (vedi foto), ma il punto è sempre lo stesso: l'arma è supportata su entrambe le ginocchia, e questa posizione è molto stabile anche in presenza di vento.
È simile alla Variazione II, ma la differenza essenziale è che il tiratore regge la carabina sulle ginocchia (più specificamente, sulla parte superiore del ginocchio sinistro e sulla coscia destra vicino al ginocchio). Per farlo, deve appoggiarsi più vicino alle ginocchia, del calciolo è vicino al gomito, e si inclina più o meno a destra, a seconda delle sue proporzioni del corpo. Il piede sinistro è nella consueta posizione, il destro sul lato come in Variazione II. Richiede un certo grado di elasticità, ma è molto stabile posizione.
Coloro che hanno gambe e braccia abbastanza lunghe e sono abbastanza flessibili e/o longilinei, possono mettere il gomito intorno alla loro ginocchio destro. Aumenta la stabilità rispetto alla posizione normale in cui il gomito è solo sulla parte superiore del ginocchio. Sulla sinistra c'è un esempio più comune, mentre sulla destra una posizione di tiro molto più estrema. E' una posizione che può essere straordinariamente stabile, ma solo uno su un diverse centinaia di persone è in grado di ottenerla ...
Ci sono altre posizioni di tiro "esotiche" che possono essere trovate solo tra i tiratori di alcuni paesi, come la Germania (a sinistra) o il Sudafrica (a destra). Ho il sospetto che siano state originariamente sviluppate da un buon tiratore locale basandosi sul suo corpo e ciò ha fatto sì che prendesse poi piede nella comunità locale, perché nel mondo non sono ampiamente utilizzate come variazioni della posizione seduta base.

Bisogna comunque sottolineare il fatto che i buoni tiratori non possono necessariamente essere un buon esempio per tutti. Ciò che è perfetto per loro, per il proprio corpo e le abitudini, può essere problematico per qualcun'altro. La posizione di tiro più appropriata per voi può essere facilmente determinata: la posizione ideale è quella che vi fa fare i migliori punteggi.

Ognuno dovrebbe sviluppare la propria posizione - la quale, del resto, è un processo continuo. Voi formate la vostra posizione nel corso degli anni. Anche le carabine sono in continua evoluzione poichè stanno sperimentandovi nuove impostazioni: cambiano il calciolo, ordinare la calciatura di sana pianta o addirittura rifanno l'arma daccapo. Ognuna di queste modifiche potrebbe fare sì che la posizione di tiro potrebbe essere riconsiderata o modificata, se necessario. Ma anche senza alterare la carabina, il tiratore cambia nel corso del tempo: gli cresce un po' la panza, sopraggiungono problemi alle ginocchia o ai fianchi. Così, la posizione del tiratore sarà sempre in continua evoluzione e in costante sviluppo.

Nelle foto qui sotto potete vedere come la mia posizione di tiro sia cambiata negli ultimi sette anni. Vale la pena di scattare una foto della vostra posizione di tiro ogni tot tempo, può essere molto istruttivo per guardarsi indietro e osservare i cambiamenti.

2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
8.5. Sostenere l'arma

Esistono svariate opzioni per sostenere la parte anteriore della carabina nella posizione da seduto:

Sopra il braccio – In questa posizione la carabina poggia nell’area di giunzione del gomito, che è piegato in appoggio sul ginocchio. La posizione mantiene alla giusta altezza la carabina (specialmente nel caso si usi carabine sportive con il fusto sottile) e può esserci la tendenza di guidare l’arma usando la forza muscolare. Ma si possono sentire le pulsazioni cardiache, tanti tiratori non amano mettere la carabina sul braccio proprio per questo. Se lo fanno, usano un guanto da tiro o qualcosa di morbido sul gomito per distribuire attutire la cosa.
Appoggiata sul ginocchio – In questa posizione il peso dell’arma è sopportato direttamente dal ginocchio. La mano sinistra serve soltanto a mantenere la carabina stabile. È una posizione molto stabile in quanto non c’è l’appoggio nella giuntura del gomito (con la possibilità di errori di allineamento) ma esiste il rischio di guidare la carabina con la mano. Inoltre se vengono usate carabine springer possono verificarsi variazioni verticali causate dalla relativa durezza del supporto sul ginocchio. Un giovamento si può avere interponendo un guanto da tiro tra la carabina ed la rotula. Si avrà più altezza della carabina e meno reazioni scorbutiche dalle springer. È a tutti gli effetti la stessa posizione di quella standard.
Appoggiata alla mano – In questa posizione il peso della carabina è sopportato dalla mano sul ginocchio. È la mano sinistra (o la destra se si è mancini) che gestisce la giusta altezza ed il giusto appoggio. C’è un incremento del rischio di guidare il colpo con la mano, specialmente le prime volte. La posizione garantisce maggiore altezza all’arma e meno reazioni alle carabine springer.

 

9. Posizione in ginocchio

In queste foto potete vedere la posizione in ginocchio di 48 tiratori inglesi da due punti di vista della fotocamera (vista anteriore e laterale, 24-24 immagini.
Foto di Simon Evans a BFTA Inter-Regionale, Newbury, aprile 2011 e BFTA Grand Prix, Iceni, luglio 2012.

 

9.1. Generale

In una gara di Field Target abbiamo delle piazzole in cui si è obbligati ad effettuare tiri in ginocchio. Ciò causa ai tiratori molti problemi, in quanto tale posizione è relativamente meno stabile se confrontata alla normale posizione seduta. Una corretta posizione in ginocchio rispecchia pressocchè la stessa stabilità di quella seduta (anche di quella prona). La disciplina del tiro a segno implica tiri nella posizione in ginocchio ed anche il Field Target ha sviluppato questa tecnica in più varianti

La posizione in ginocchio di molti tiratori blasonati di Field Target differisce parecchio da persona a persona. Nessun’altra posizione di tiro è così dipendente dalla lunghezza degli arti di ogni singolo soggetto. In ogni caso, un’attenta disamina rileverà che tutti loro condividono le seguenti caratteristiche.
Le sola differenza nella posizione in ginocchio nel Field Target è che spesso viene impostata senza l'uso di una cinghia. Quando si spara seguendo gli standard internazionali (ISSF) possiamo porre il gomito sopra, davanti o dietro la rotula, solo che per i primi due casi, la carabina risulterebbe meno stabile lateralmente. Per ovviare a questo problema il gomito è posizionato dietro l’articolazione del ginocchio per permettere all’avambraccio di trovarsi allineato alla coscia. Questo accorgimento assicura più stabilità laterale e permette alla gamba che sostiene il peso della parte superiore del corpo di sopportare meno sforzo muscolare.

 

9.2. Impostare la Posizione e usare il cuscino da tiro

La posizione di base consiste nel sedere sul tallone del piede destro con la gamba sinistra allungata in avanti e ripiegata per permettere l’appoggio del braccio sinistro sul ginocchio. (Opposto se si è mancini, cioè tallone piede sinistro e gamba destra allungata in avanti col braccio destro sul ginocchio.) Non è permesso al tiratore di appoggiarsi sul lato del piede. In ogni caso le regole del Field Target permettono l'uso del cuscino. Tale cuscino agevola il supporto per l’anca sinistra. Alcuni tiratori più esperti siedono sul tallone del loro stivale. È già sufficiente in quanto si rimane in questa posizione per un tempo relativamente corto. La posizione dovrebbe essere tenuta con la pianta dello scarpone diritta per prevenire l’impuntamento della parte anteriore dello stivale, che potrebbe causare un tiro basso.

Non corretta:
La posizione si trova nella figura a lato coi relativi punti di supporto. Si realizza un angolo tra il braccio destro e la linea di tiro di circa 65°. La punta del piede sinistro è girata leggermente verso l’interno per rendere la gamba sinistra più stabile ed il piede è posizionato in modo da tenere la parte inferiore della gamba sinistra verticale o leggermente angolata all’indietro. È assolutamente necessario che le spalle siano in linea col bacino. Se così non fosse si avrebbero delle oscillazioni laterali che rovinerebbero tutta la posizione.

 

9.3. Bilanciare la Posizione

Per mantenere una posizione in ginocchio stabile, il bilanciamento deve essere quantomeno perfetto. Spesso la posizione è costruita in modo che il peso sia distribuito su tutti e tre i punti di contatto col terreno. Ciò però potrebbe causare instabilità laterale e quindi movimenti, appunto, laterali. Per ottenere la massima stabilità il centro di gravità della posizione deve passare tra il cuscino ed il piede sinistro. La sensazione sarà che la pressione sia sotto la parte sinistra del corpo ed il ginocchio destro sia scarico.

Col peso del corpo sul tallone sinistro la parte superiore del tronco deve rimanere rilassata così che il rimanente sforzo sia sostenuto dall’avambraccio sinistro. La schiena è tenuta nella sua curvatura naturale e le spalle rilassate. La mano sinistra sostiene la carabina senza guidarla, mentre la mano destra stringe il calcio con una pressione moderata. Il braccio destro è rilassato ma non “appeso” all’impugnatura. La testa è eretta e inclinata in avanti per dare il giusto bilanciamento. Con la muscolatura nella posizione “neutra” l’arma và puntata naturalmente al bersaglio.

 

9.4. Sostenere l'arma

Il supporto più stabile per la parte anteriore della carabina si ha quando esso poggia sul palmo della mano con il peso sulla parte posteriore della mano stessa. Comunque siccome il gomito sinistro è spesso appoggiato dietro la giunzione del ginocchio è meglio avere una posizione della mano alta. Questa posizione della mano è un adattamento di quella che potremo vedere nella posizione in piedi.

 

10. Posizione in Piedi

Nelle seguenti immagini potete vedere la posizione in piedi di 50 tiratori britannici dallo stessa angolazione, è bene analizzare le differenze che presentano.
Foto fatte da Simon Evans al BFTA Grand Prix, Nelson, Giugno 2011.

 

10.1. Generale

La posizione in piedi è una delle più praticate tra le posizioni di tiro. Richiede molta abilità e capacità di rimanere immobile prima di far partire il colpo, in particolare se le condizioni atmosferiche e le condizioni del campo di gara non sono ottimali. La principale ragione della difficoltà di tiro è data dal fatto che per posizionare correttamente il corpo è necessario usare diverse zone muscolari. Questi muscoli vanno controllati a turno. È meglio cominciare con una posizione che sia la più perfetta tecnicamente parlando e poi, con l’allenamento, modificarla per poi adattarla al proprio corpo ed alle variabili che possono essere trovate nei vari percorsi.

 

Il montecarlo (sia regolabile che fisso) deve essere posizionato in modo che tutto il peso della testa rimanga verticale appoggiato al poggiaguancia senza alcuna pressione.
Presa salda sul calcio a pistola (la forza necessaria è all’incirca quella con cui si stringe il manico di un martello quando si pianta un chiodo)
La posizione vista dall'alto:
  • I piedi sono posizionati in modo che la linea del bersaglio passi esattamente davanti alle anche.
  • Il bacino è centrato sopra l’area di supporto ma spinge in avanti verso il bersaglio.
  • La carabina è tenuta al centro di tutta la posizione.
La carabina è posizionata sopra il gomito che a sua volta è appoggiato sopra o alla sinistra della cresta del bacino (guardando da davanti). Il tutto posizionato sopra il centro dell’area di supporto formata dai piedi. Il centro di gravità dovrebbe cadere esattamente davanti all’anca.

 

10.2. Posizione delle Mani

È illustrata in ordine di incremento di altezza e può essere realizzata con o senza il guanto (omesso nelle foto per maggior chiarezza).

Uno dei punti chiave nel realizzare una corretta posizione in piedi è quello di eliminare completamente lo sforzo muscolare nella spalla e nel braccio sinistro. In pratica è prettamente impossibile se la posizione della mano non è tale (ponendo la dovuta attenzione all’altezza del bersaglio ed alla lunghezza delle braccia) da permettere alla carabina di puntare naturalmente al bersaglio.

L'arma è appoggiata sul palmo della mano – è una posizione molto stabile, ma può essere usata quando:
a. I bersagli sono bassi
b. La calciatura è larga o si usa un palm rest
c. Se si hanno braccia lunghe
La carabina è appoggiata nella V formata dal pollice e l’indice. Si ha un po' più di altezza. Ma attenzione a non stringere troppo il calcio.
La carabina è appoggiata nella V tra il pollice e l’indice ma nello stesso tempo il palmo della mano è rivolto verso l’esterno. Si può stringere di meno il calcio in questa posizione. Fare attenzione di non deviare la carabina verso destra.
La carabina poggia sulle nocche. Questo conferisce un’altezza giusta se effettuate con carabine dotate di calciature di tipo target è non c’è la necessità di stringere l’arma. Si può avere una maggiore stabilità laterale se effettuata con carabine senza uncino.
La carabina è appoggiata sul pollice e sulla seconda falange delle altre dita. La posizione è alta ma è applicabile solo a calci con la parte inferiore piatta. .
La carabina appoggia sulle dita ed il pollice. È la più alta posizione ottenibile, ma anche la più instabile. Muovendo la mano all’indietro, il pollice può essere posizionato al di sotto della guardia del grilletto o al pari del calcio a pistola per guadagnare la massima altezza.

 

11. Leggere la distanza

11.1. Traiettoria
Sfortunatamente il pellet sparato da una carabina ad aria compressa non viaggia in linea retta. Come tutti i proiettili è soggetto alla forza di gravità e comincia a scendere non appena lascia la volata dell’arma. Associato con il moto circolare, il pellet descrive una parabola prima di impattare contro il bersaglio.

 

Ciò significa che per colpire il bersaglio la canna dell’arma deve essere sollevata rispetto alla linea di visuale, come si vede nella figura soprastante. A una data elevazione (settaggio della linea) il pellet dovrà viaggiare sopra la linea di mira e quindi dapprima intersecarla, superarla ed infine ricadere all’altezza designata della linea stessa. In caso avessimo bersagli molto vicini (10-15 metri), resta al di sotto della linea visiva per tutto il suo tragitto e ci si interseca solo quando impatta sul bersaglio.

Per cui si evince che una carabina può essere azzerata per due distanze alla volta, ergo se avete bersagli a distanze diverse da quelle che impostate, avete due possibilità:

  • Mirare in un punto diverso, tenendo conto della caduta del pallino
  • Cambiare il settaggio dell'ottica
I due metodi sono noti come Compensazione della Caduta e Storrettameno.

 

11.2. Caduta

Questo metodo comporta per il tiratore la perfetta conoscenza della distanza e saper capire quanto mirare sopra o sotto al bersaglio. L’ampiezza dello spostamento può essere giudicata come distanza in relazione al bersaglio (detta mezzo o un quarto di diametro della kill zone), come distanza (mezzo pollice, etc.) oppure usando i diversi riferimenti del reticolo dell’ottica. Il Secondo Metodo è il migliore perchè il diametro delle KillZones non può essere solo 15, 25 e 40 mm e non è proprio semplice fare una stima al centimetro sui bersagli lontani, però i riferimenti sul reticolo sono più facili e immediati da usare.

Alcuni tiratori hanno fatto un passo avanti avendo contrassegnato il reticolo della loro ottica con righe e puntini corrispondenti alle varie distanze.

Vantaggi:

  • Più essere usato su gran parte delle ottiche
  • Utilizzo rapido

Svantaggi:

  • Non è preciso come lo storrettamento
  • La presenza di più riferimenti, o dot, potrebbe creare confusione

11.3. Storrettamento

Questo metodo implica di stimare la distanza e sapere conseguentemente quanto muovere il reticolo in base ad essa. Benchè possa essere usato con ogni ottica, in realtà richiede cannocchiali con manopole di settaggio larghe e graduate denominate torrette di mira.

I tiratori possono:

  • Usare i click delle torrette (i quali solitamente sono espressi in minuti di angolo/MOA) annotando a quanti click corrispondono date distanze
  • Contare i click tra una distanza e un'altra (probabilmente meno utile) o
  • Cambiare le correzioni della torretta per la distanza richiesta

Vantaggi:

  • Accuratezza
  • Ripetibilità

Svantaggi:

  • Richiede un'ottica più costosa
  • Il meccanismo della torretta si potrebbe usurare

11.4. Scommettiamo? - Stimare la distanza a occhio

Quando il Field Target era agli albori si stimava la distanza del bersaglio a occhio. Siccome ne abbiamo due di occhi, il cervello calcolerà la distanza con una triangolazione. È richiesta molta pratica per diventare competenti in questo metodo ed i tiratori sono spesso costretti a misurare la distanza a passi.

I cacciatori sono un’altra categoria che adotta questo metodo ma le distanze sono spesso molto più corte rispetto a quelle che si trovano in una gara di Field Target.

Uno dei modi migliori per ottenere buoni è quello di imparare a riconoscere le lunghezze più corte, tipo 10 metri. Poi usare multipli di queste distanze per misurare mentalmente lo spazio che intercorre tra il tiratore e il bersaglio

Vantaggi:

  • Molto veloce
  • Può essere usato con qualsiasi ottica
  • Non richiede parti speciali extra

Svantaggi:

  • Precisione limitata, più aumenta la distanza e più sarà difficile capire come sparare
  • Soggettivo - I risultati possono variare in base a come ci si senta
  • Facile prendere abbagli in zone d'ombra, nel bosco, campo aperto, ecc...
  • Difficoltà ad apprendere come farlo accuratamente/LI>

 

11.5. Parallassare

La correzione di parallasse nelle ottiche è descritta nella sezione equipaggiamento. Normalmente la correzione si trova sotto forma di obiettivi regolabili o ruote laterali con tacche graduate per la distanza. Originariamente progettato per ovviare agli errori dovuti al movimento del reticolo in relazione all’immagine visualizzata nell’ottica, venne poi usato quasi unicamente per stimare la distanza del bersaglio. Comunque nel Field Target il correttore di parallasse può essere usato nel modo inverso. Proprio in merito alla relativa corta distanza, l’immagine (o il reticolo) nell’ottica non sarà a fuoco se il parallasse non sarà correttamente settato. Ciò significa che il tiratore guarderà attraverso l’ottica e ruoterà il parallasse fino a che sia l’immagine che il reticolo saranno a fuoco nel medesimo momento. La distanza potrà a questo punto essere letta sulla ruota laterale.

Molti tiratori non tengono conto delle graduazioni impresse sull’ottica di fabbrica. Raramente infatti sono abbastanza accurate per il Field Target e presentano troppo spazio tra una graduazione e l’altra. Si può mettere del nastro adesivo coprente sopra le graduazioni e visualizzare poi i bersagli di cui si conosce l’effettiva distanza, settando il correttore di parallasse. Le distanze possono poi essere segnate sul nastro ogniqualvolta ce ne appaia una non marcata in precedenza.

Il parallasse è difficile da usare per le lunghe distanze. Stimare correttamente la distanza a 25 metri è più facile che a 50 metri. Anche perché la caduta del pellet a questa lunga distanza è più accentuata. Ciò significa che la distanza è più difficoltosa da leggere per le lunghe distanze e può presentare più variabili.

Tuttavia i tiratori di Field Target hanno verificato che alto è il numero di ingrandimenti e/o il diametro della lente frontale, più il parallasse diviene cruciale, poichè meno cose vengono messe a fuoco nello stesso tempo. Per questa cosa le case costruttrici hanno prodotto ottiche con ingrandimenti sempre maggiori, sforzandosi di dare la possibilità di una più accurata stima delle distanze, specialmente alle lunghe distanze. Ingrandimenti di 50x o 60x non sono rari nei circuiti di Field Target – questi ingrandimenti sono raramente usati per sparare, in quanto anche i minimi movimenti sono molto amplificati, sono però usati per trovare la giusta distanza e fare la necessaria compensazione prima del puntamento. Non è più così la situaizone, dalla posizione seduta (e talvolta anche in ginocchio ) il reticolo non oscilla troppo sul bersaglio e si può sparare tranquillamente a 50x o anche più con le ottiche di nuova generazione. I tiri in piedi, vale la pena abbassare gl'ingrandimenti a 25x per trovare più facilmente il bersaglio. Il tiro con alti ingrandimenti hanno anche un ulteriore vantaggio : se cercate i bersagli con meno ingrandimenti e quindi con ampio campo di vista, si può andare più facilmente fuori dal punto di mira naturale a differenza di altri, che non abbassano mai l'ingrandimento e vanno in punteria col loro corpo.

Vantaggi:

  • Preciso
  • Non è soggettivo, a differenza di altri metodi
  • Funziona in qualsiasi situazione

Svantaggi:

  • Necessita di un'ottica con numerosi ingrandimenti e lenti di ottima qualità. Generalmente è una spesa piuttosto alta
  • Utilizzo lento

11.6. Sfruttare la prospettiva

Questo metodo per stimare la distanza sfrutta il fatto che la dimensione apparente della zona da colpire (killzone – normalmente 40 mm.) sarà differente a distanze differenti. Quando il bersaglio viene visualizzato attraverso l’ottica, il tiratore confronta la dimensione della killzone con la sezione del reticolo per avere un’indicazione della distanza del bersaglio. Così sia che il bersaglio è inquadrato ad una distanza conosciuta, o ad una sconosciuta, è sempre possibile realizzare un grado di taratura. 40 mm è piuttosto piccola come misura, per cui questo metodo non è proprio infallibile. Esistono però altre misure note sui bersagli, es. la base delle sagome Gamo è larga 18 cm circa e rende la misurazione più fattibile coi mil-dots. Dato che si può usare il parallasse per leggere le distanze, lo sfruttamento della prospettiva è più usato nell'Hunter Field Target.

In alcune ottiche con ingrandimento variabile la grandezza del reticolo rimane la stessa anche diminuendo l’ingrandimento. Ciò significa che l’ingrandimento può essere variato e il bersaglio rimane compreso comunque nel reticolo. Facendo ciò su un bersaglio di cui si conosce la distanza, l'anello degli ingrandimenti può essere calibrato per permettere la stima di bersagli la cui distanza è invece sconosciuta.

Alcune ottiche hanno un reticolo extra, chiamato “linea stadia” per facilitare l’operazione. Queste ottiche particolari hanno anche l’anello degli ingrandimenti calibrato per i differenti tipi di bersagli a forma di animali usati nel Field Target.

Vantaggi:

  • Non è soggettivo come stimare ad occhio, è quindi più preciso
  • Funziona bene in più condizioni
  • Più veloce da usare del parallasse (dipende dal metodo)
  • Può essere usato con ottiche più economiche

Svantagggi:

  • Bersagli di taglia diversa richiedono una differente calibrazione/LI>
  • Non è preciso come il metodo del parallasse

 

11.7.Effetti di un'Accurata lettura della distanza sulla deriva

Per effettuare una stima accurata della distanza bisogna giudicare accuratamente anche il vento.

Supponiamo che un bersaglio con una killzone standard da 40 mm sia colpito in condizioni di vento da destra a sinistra, la distanza sia stata giudicata correttamente e sia stato fatto un buon storrettamento.

In questo caso un errore nella stima del vento può risultare non grave, in quanto il colpo si piazzerà nell'estremità laterale della killzone.

Invece se si stima male la distanza e il tiro va magari un po' più alto, c'è meno margine di errore orizzontalmente, ne consegue che pure il vento debba essere calcolato alla perfezione se si vuole abbattere il bersaglio.

A causa della soggettiva stima del vento ci dovranno essere sempre maggiori gradi di accuratezza possibile per giudicare la distanza. È quindi sempre meglio avere la maggior precisione nel giudicare bene la distanza dal bersaglio, per minimizzare gli effetti di una stima poco accurata del vento.

 

12. Vento

Il Field Target è appurato che è uno sport da praticare all'aria aperta, si desume che la presenza del vento è una costante onnipresente. A causa dello scarso peso e della relativa poca velocità del pallino per aria compressa anche il vento più leggero può influenzare la direzione del tiro. Ciò comporta che il tiratore di Field Target debba sempre tenere in giusto conto la presenza del vento ed avere grande abilità nell’affrontare tutte le variabili che possono essere da questo causate.

12.1. Indicatori di Vento

Diversamente dalle altre discipline di tiro, non ci possono essere bandierine o maniche a vento nel campo gara di Field Target. Ciò comporta che chi affronta questa specialità sfrutti gli elementi naturali circostanti per capire che aria tira (in tutti i sensi). Benché la loro lista sia apparentemente infinita e possa variare da tiro a tiro, una sorta di classificazione è comunque fattibile:

  • Polvere
  • Fumo
  • Erba
  • Fogliame e rami
  • Pioggia

Oltre a:
  • Sentire il raffreddamento della pelle causato dal vento
  • Suono del vento
  • Infine il più importante: il cordino riattiva-sagoma.

Molti tiratori usano anche a mò di “indicatore di vento”, un pezzo di filo leggero o di lana attaccato in prossimità della volata della canna. È facilmente visibile in fase di mira ed ammesso in ogni campo gara. E' un vantaggio a metà tuttavia, perchè infomra solo che tipo di vento abbiamo in prossimità della carabina e potrebbe risultare fuorviante a volte. La miglior cosa è osservare e capire il vento per tutti i metri che interessano la gittata del pellet, mediante il cordino della sagoma e gli elementi ambientali circostanti. L'indicatore sull'arma è più efficace per mostrare i repentini cambi di vento in fase di tiro.

12.2. Loro utilizzo

Tutti gli indicatori hanno una cosa in comune. Sono “storici”, nel senso che quando vedete l’effetto sull’indicatore stesso, le condizioni del vento hanno già superato quel punto. Ciò significa che per leggere adeguatamente le condizioni è preferibile usarne uno sopravento.

Gli indicatori fissati sulla canna hanno il problema di essere posti vicino alla volata e quindi sono “storici”. In ogni caso sono da considerarsi attinenti (in assenza di pioggia) e sono meno soggettivi rispetto alla stima del vento effettuata attraverso la sensazione ricevuta sul corpo. Se il tempo è caldo o freddo la percezione della forza del vento è differente e così i suoi effetti dovranno essere compresi in tempo zero. Spesso la direzione in cui si spara in taratura non è la medesima che si può avere nelle piazzole, ne consegue che la nuova direzione deve essere ricalcolata in tempo reale per ogni sagoma.

L’unico indicatore del vento in tempo reale è l’effetto miraggio. Si può trovare in aree aperte nei giorni afosi quando la terra è riscaldata e l’aria calda si alza dando un effetto vapore. Il fenomeno è un eccellente indicatore del vento perché reagisce velocemente ai suoi cambiamenti. Gli svantaggi sono che non può essere visto in presenza di vegetazione o terra smossa e scompare totamente in presenza di vento superiore ai 20mph. Può anche sfalsare la stima della distanza, dando un valore minore rispetto a quello effettivo, col risultato che i tiri andranno alti per chi non conosce questo dettaglio. Comunque, è l'unico indicatore in natura che si può trovare nel campo di tiro. Con l'ottica lo si distingue meglio, e se girate la ruota del parallasse lentamente, potrete anche osservare come cambia da una distanza a un'altra..

12.3. Affrontare il vento - correzioni

A causa della rotazione del pellet, il vento non devierà il tiro direttamente a destra o a sinistra. Ci sarà uno spostamento verticale rispetto al punto di impatto, che dipende dalla velocità del pellet stesso e dalla forza del vento.

 

Alcuni tiratori di Field Target non sono d’accordo sul grado di influenza del vento sul pellet. Il solo modo per essere sicuri, è quello di sparare ad un bersaglio cartaceo con la carabina fissa su un rest in varie condizioni di vento e constatare quanto influenzino il tiro con quel particolare pellet abbinato a quella particolare arma.

Condizioni ventose vicino alla volata della carabina genereranno più spostamento del tiro rispetto a quelle più lontane. Ciò accade perché un minimo spostamento del diablo che esce dalla volata, sarà poi amplificato man mano che compie la sua traiettoria.

 

12.4. Apprendere a sparare in sua presenza

Sparare in presenza di vento è più un’arte che una scienza esatta. Questo perché ci sono moltissimi fattori che influenzano la traiettoria del pallino una volta uscito dalla volata, in combinazione con le soggettive considerazioni che ogni tiratore ha di quello che sta' accadendo.

Non esiste alcun sostituto dell’esperienza quando ci si appresta a tirare in presenza di vento e la cosa migliore per fare esperienza è quello di sparare con il vento su bersagli cartacei da varie distanze che variano dagli 8 ai 50 metri. Ovviamente maggiore sarà la distanza e maggiore sarà l’effetto che il vento avrà sul pellet, cosicché molti praticanti concentrano i loro sforzi soprattutto sulle lunghe distanze. Comunque non si devono trascurare nemmeno le distanze più corte specialmente quando il bersaglio presenta una ridotta kill-zone.

Passo 1
Sparare ad un bersaglio di cui si conosce la distanza quando il vento è più forte e quando è più debole per trovare le variazioni laterali causate da quelle condizioni a quel determinato tiro. .

Passo 2
Sparare sempre ad un bersaglio carataceo per cercare di tenere il colpo sempre al centro, cioè tenete sempre in considerazione il puntamento in relazioni alle condizioni del vento.

Passo 3
Ora mettete a frutto quanto appreso sulle sagome da field target. E coordinate la compensazione alla dimensione della kill-zone.

Compensare in condizioni di vento è reso più facile se il reticolo dell’ottica è graduato con punti o linee. Un reticolo duplex standard presenta vari punti che possono essere usati per dare un’idea di come si debba puntare lateralmente. Inoltre le ottiche sono ormai disponibili con punti e linee multipli che danno maggiori riferimenti. Esistono reticoli autocostruiti che hanno punti corrispondenti all’altezza della kill-zone rapportata ad una specifica distanza per standardizzare la procedura di puntamento disassato.

Tutti questi reticoli possono essere comunemente usati, ma spetta sempre all’abilità del tiratore stabilire l’effetto che potrà avere il vento su quel particolare tiro abbinato a quel particolare tipo di arma.

Una volta che avrete deciso quanto compensare il vento, fatelo solo quando la sua forza e direzione sono lapalissiane. Calcolate attentamente prima del tiro quanto compensare, due killzone o 5 dots. Ma durante il tiro non pensate ad altro e restate concentrati sulla direzione del vento. Se lo si calcola male ma il tiro è sparato perfettamente, ci sono comunque buone possibilità di abbattere il bersaglio e stare in kiill-zone. Se siete però insicuri e cambiate la compensazione durante il tiro, potrebbe venir fuori un mezzo disastro. Se poi il vento aumenta di intensità è un altro paio di maniche, in questo caso se ve la sentite potete aumentare la compensazione del tiro rispetto a quella che avevate stabilito in partenza. Il suco della questione resta che dovrete sempre avere le idee chiare in merito a dove e quanto compensare.

12.5. Compensare coi click in deriva

Alcuni tiratori di piccolo calibro e la maggioranza di tiratori di grande calibro calcolano il vento quando si deve cambiare il settaggio dell’ottica per compensare il tiro. Questo giudizio è applicabile per i piccoli calibri e per quelli grandi ma non è raccomandato per il Field Target. Le variazioni di peso, distanza, angolo ed orientamento della sagoma corrispondono a cambi di settaggio dell’ottica che potrebbero confondere e provocare errori. In più va ricordato che nel Field Target si usano quasi esclusivamente ottiche telescopiche e la loro maggior parte hanno il reticolo mil-dot o reticoli simili. Un dettaglio che permette una compensazione molto più precisa rispetto ad ottiche a mira aperta usate in altre discipline.

 

13. Il tiro inteso come sport mentale

Il tiro è basicamente uno sport mentale.

Sebbene un certo livello tecnico sia necessario, molte carabine o ottiche vi stanno al di sopra e da quel punto il successo e basato puramente sulla conoscenza, esperienza, e lo stato in cui ci si trova in quel momento. E la fortuna, logicamente: comunque, vale il detto : "Più ti alleni, più diventi fortunato..." :-)

Un buon tiro parte dalla testa. Chiaro, si deve avere un setup ben tarato e di ottima qualità, ma molti tiratori lo possiedono, ma solo uno alla fine sale sul gradino più alto del podio. Perchè? Uno potrebbe dire per le sue capacità, ma di nuovo, sono gli stessi che hanno lo stesso setup e hanno risultati completamente divergenti in una settimana o due. Perchè? Andiamo un po' a fondo in merito.

 

13.1. Concentrazione

Molte persone hanno un'idea sbagliata sul significato della parola concentrazione. Nel tiro, la "concentrazione" non è solo soffermarsi su qualcosa con attenzione rapita e sopratutto non è uno sforzo disperato atto ad abbattere i bersagli.

Dovremmo cercarne il significato puro nella finalità delle Arti Marziali d'Oriente invece: lo sforzo di arrivare alla perfezione, diventare un tutt'uno col processo del tiro, e, sopratutto, la sua perfetta esecuzione. La cosa più fantastica del tiro è che pure un principiante può sperimentare cosa significhi fare un tiro perfetto. Un principiante di salto in alto è molto lontano dal saper saltare quanto il campione olimpico, ma un tiratore novizio più sparare fluidamente ed elegantemente come uno esperto. La differenza sta nella frequenza, ossia che solo a volte i principianti riescono nell'allenamento in cose in cui gli esperti fanno la stessa cosa tipo 49 volte in una grande competizione...

13.2. Controllo mentale

Una delle caratteristiche del Field Target è la sua vasta diversità. Si spara a un bersaglio alla volta, non ci sono due bersagli identici, ogni tiro significa distanze, dimensioni della kill-zone, condizioni di luce e vento differenti. L'altezza di ciascun bersaglio, l'inclinazione del terreno e anche dove si poggiano i piedi sulla linea di tiro non sempre sono allo stesso livello. Le variazioni di temperatura portano cambi di velocità, e potrebbe verificarsi un tiro più alto. I tiratori parlano tra di loro, scherzano, possono lamentarsi dei bersagli, e a volte tutto il gruppo è costretto a fermarsi per qualche minuto. In contrasto allo stile di tiro della ISSF, non si eseguono gli stessi movimenti, perfettamente collaudati, 60 volte di fila, ma fondamentalmente lo stesso tiro però sempre realizzato un pochino differentemente. Per questa peculiarità, lo sport è più interessante in sè, logicamente, ma richiede uno stato mentale ben diverso dal tiro Olimpico.

Una volta non è abbastanza per essere propriamente "concentrati" e sparare bene in questo stato per la durata dell'intera competizione. Tutti abbiamo fatto un tiro che è stato sparato elegantemente, ma non avevamo dato i click alla torretta - o, al contrario, nonostante la compensazione del vento furioso fatta perfettamente, il tiro impattava il centro perfetto del bordo basso della kill-zone, a ore sei. Questi sono i tipici errori ove il tiratore è solamente concentrato a una parte del tiro e giocoforza tralascia l'altra parte. Nel Field Target l'apporccio ideale è quando il tiratore riesce ad alternare il suo cervello tra alfa e beta.

  • Beta: Pensiero razionale e logico con l'emisfero sinistro.
    Identificazione dei bersagli, stima della distanza, corretto storrettamento, calcolo del vento appropriato, caricamento dell'arma. Calcolo con la massima attenzione di ogni minimo dettaglio, mettere da parte tutti gli elementi di disturbo sopraelencati e configurare ottimamente tutto quanto. Calcolare, prendere decisioni, prestare attenzione a ogni minimo dettaglio. Il fine è preparare il tiro "professionalmente", ma subito dopo il tiro restare focalizzati in questa modalità per trarre le conclusioni sul tiro appena effettuato e analizzare i possibili errori o il successo dell'abbattimento.
     
  • Alfa: istintivo, intuitivo con l'emisfero destro.
    Non è più necessario programmare qualsiasi cosa, ora arriva la fase in cui il colpo è partito: trovare lo zero, il bersaglio, il tiro, la traiettoria. Qui tutto vien da sé, il tiratore non "fa" il tiro ma "lo vive". L'unico fattore esterno che consideriamo è il vento. A seconda dei suoi cambiamenti, modifichiamo la compensazione calcolata in precedenza, anche istintivamente. Il punto è quello di escludere il mondo esterno, concentrandosi sul colpo e sparare perfettamente.
Non è materialmente possibile, chiaramente, cambiare la funzionalità del nostro cervello una volta ogni trenta secondi, ma puntiamo a fare nostre le modalità di pensiero sopraelencate e tentare di distinguerle tra di loro e eventualmente imparare a scinderle l'una dall'altra. E' anche utile pensare spesso a questa dicotomia, e sforzarsi a realizzarla . During practice watch yourself in the preparatory activities and while shooting respectively. Deal with one of them at a time and try to grasp the differences. The easier you can identify these states of mind, the easier it will be to remember them at the right moment during competion.

13.3. Motivazione

Contrariamente alle altre discipline come la scherma, gli scacchi o il calcio, nel tiro il vero avversario non sono altri esseri umani. Potrà suonare strano perchè, dopotutto, vogliamo battere gli altri tiratori, ma durante la competizione non devi affrontarli materialmente. Com'è possibile ciò? Nel Field Target nessuno manometterà la carabina di un altro tiratore o "accidentalmente" ci inciamperà sopra, nessuno gli pizzicherà l'orecchio in fase di sparo, e sicuramente non chiameranno i vari tiratori con scherzi del tipo che hanno vinto la lotteria o hanno avuto un decesso in famiglia - perciò come li puoi battere? In un solo modo: sparando meglio di loro!

Gli avversari del tiratore sono i bersagli. Bisogna abbatterne più possibile, più se ne abbattono e meglio è. Anche se, se preferite pensarci su un po', anche questo non è proprio vero. Perchè ogni bersaglio può essere colpito. Quello che il Campione del mondo ha mancato, magari altri 80-90 tiratori hanno abbattuto. Per cui il nocciolo della questione va ricercato in altre sedi./FONT>

Il vero avversario del tiratore è sè stesso. I suoi stessi errori, timori, cattive abitudini - tutto quello che può ostacolarlo per i tiri perfetti. Se puoi vincerli, allora potrai abbattere più bersagli possibile e sconfiggere anche gli altri tiratori.

E' totalmente sbagliato essere motivati da immagini di gloria, coppe e immaginarsi sul podio...chi ha queste idee sta seguendo il percorso sbagliato. La sola via per il successo è fare tiri perfetti. Questo è l'elemento da visualizzare nella nostra mente, da sognare e da porre come obiettivo finale.

  • Motivazione sbagliata: immagini delle Coppe.
    Applausi, complimenti, felicitazioni, gesti di stima dei compagni di tiro in una lunga fila, i musi lunghi degli avversari sconfitti, canti, docce di petali di fiori, ragazzine adoranti che stazionano davanti alla tua camera, medaglie lucenti, coppe e attestati,trofei, articoli di giornale, congratulazioni sui forum.
    Coloro che pensano a tutto ciò prima della fine della gara, di solito hanno un calo rovinoso sul finale perchè pensano a cose fuorvianti. Non aiuterà nessuno a vincere bensì gli distoglierà l'attenzione dai reali obiettivi.

 

  • Giuste motivazioni: l'immagine di un tiro perfetto.
    La perfetta messa a fuoco dell'immagine quando si stima la distanza, carpire il movimento del vento, sedersi più comodamente per il punto naturale di mira, che porta il reticolo sul bersaglio, il suo lieve ballare sulla kill-zone, sentire il grilletto con il dito indice, lo sparo...come di sorpresa, e tutto il processo che ne segue, portatore di divertimento e gioia - e, infine, come ricompensa per tutto questo, il netto rumore metallico del bersaglio. Abbattuto.
    Tutte queste cose valgono la pena di essere sognate, perchè se così succede significa che il cervello è "acceso", e durante la gara sarà facile ricordarsi queste cose.

 

13.4. Agitazione ed Emozioni

Ognuno ha una reazione diversa all'adrenalina della gara e alle situazioni di stress. Coloro che non hanno nè agitazionè nè eccitazione non sono da ritenersi umani, per cui non possono partecipare a gare di tiro. L'agitazione fa parte dle gioco, ma bisogna valutare come una persona riesce a gestirla e lo si desume anche dai suoi risultati. Esistono tre modi diversi per gestire le emozioni durante la gara:

  • Lasciarsi ghermire da esse
    Il meno fortunato è il tipo di persona che è molto agitata, benchè spari da dio a casa e a volte raggiunga risultati strepitosi - in qualche modo crolla durante le gare. La sente, ne viene sopraffatto, ci si infervora, la vive male, se ne scorda o semplicemante non se la cava proprio bene; e proprio quando la speranza è ormai andata riesce poi a esprimersi come dovrebbe con "la tranquillità di chi ormai è fuori", la mentalità che ha quando si allena. E' chiaramente limitato dall'agitazione, è un male per lui, per cui deve prima provare ad abituarcisi e apprendere a controllare la cosa. Gareggiare frequantemente può essere molto di aiuto, oltre ad allenarsi simulando vere e proprie gare. Una semplice scommessa in allenamento come una birra ad esempio a mò di stimolo, e ci si può anche allenare sparando col timer che corre davanti a un po' di persone,come quando si è in gara...
     
  • Chi le soffoca
    Il tiratore esperto è leggermente agitato, ma non lo palesa durante la sua performance. Riesce a controllare le sue emozioni al punto che non rovinino il suo risultato. Ogni tipo di piccole routines possono essere sviluppate in modo che la gara diventi una cosa quasi abituale, in modo da non sentire la differenza tra un allenamento e la competizione. Così facendo, il tiratore potrà esprimersi al suo meglio. Aiuta moltissimo avere fiducia in sè stessi, se in allenamento certi tiri riescono allora devono riuscire anche in gara. Un tale tiratore può essere davvero imbattibile, ma non è facile da calcolare perchè la sua pace interiore dipende troppo dai fattori esterni o da qualsiasi cosa che possa farlo uscire dai gangheri, e queste sono evenienze da dover considerare in una gara di Field Target.
     
  • In pochi le sfruttano
    Sfruttare le emozioni è un'altra via, davanti al quale il tiratore può orientarsi, e che si sposa meglio con le situazioni classiche delle gare di Field Target. E' molto più facile per coloro che non solo non riescono a dominarle, ma riescono a far tesoro del sudore freddo durante le competizioni. L'agitazione non solo ti blocca, ma riesce in qualche modo a incoraggiare il tiratore e in modo positivo lo spinge a rendere le due cose complementari. La sessione d'allenamento, gare senza nessuna posta in palio, sono presi molto alla leggera, ma più seria e importante è la gara, più può fare lui. Competere con tale mentalità non è un male, il difficile è mantenere vive le motivazioni.

Quanto si può essere emozionati in un tiro? La felicità per una sagoma abbattuta e la rabbia legata agli errori sono parti del processo di apprendimento. Per coloro che non fanno distinzioni a cosa sparano, non avrenno incentivazioni a migliorarsi. Non c'è bisogno di troncare il canale emotivo, ma dovreste rinforzare l'effetto positivo e indebolire quello distruttivo. Per cui si, possiamo essere arrabbiati per un errore (ma anche apprendere qualcosa da esso), ed essere felici per un successo (senza montarsi la testa). Mostrare brevemente le proprie emozioni ma con la giusta intensità può essere interpretato come una sorta di auto terapia, la quale - a mò di immediata ricompensa e castigo - aiuta a eliminare le tecniche scarne e a rinforzare invece quelle più efficaci.

Reazioni emozionali negative e autodistruttive:

  • Insicurezza, paura di sbagliare
  • Apatia, frustrazione, abbandonare per i troppi errori
  • Anelare abbattimenti
  • Eccessivamente sicuro dopo un tiro ben riuscito

Reazioni positive e utili:

  • Il 'campanello d'allarme' quando si abbatte una sagoma per un soffio
  • Freddarsi in fretta e completamente
  • Voler tirare perfettamente
  • Sorridere quando una sagoma viene abbattuta

13.5. Farsi scorrere addosso gli errori

Un errore non è una cosa piacevole. Ma se ormai è fatto, si deve essere in grado non solo di elaborare la cosa ma anche di trarne dei benefici nei limiti del possibile. Basandosi sulla percorrenza del pallino e sui segni lasciati sulla sagoma, di solito si capisce cosa è andato storto e capire come evitare che si ripeta. Se il vento ha spostato il tiro, almeno sai quanto lo hai sotto o sovrastimato e mettere a riposo la tua mente allo stesso tempo: il tuo tiro era comunque preciso. Se il tiro in sè era scarso, hai perlomeno stimato il vento. Fai tesoro di ciò che sai fare meglio in barba all'errore e a quello che devi cambiare, ma sopra ogni cosa: prendilo come un avvertimento.

Talvolta l'errore è un solenne schiaffo in faccia dal quale ti scuoti a tua volta e ti dici: "ora basta leggerezze, non posso permettermi di fare cavolate". Altre volte, aiuta a mitigare la tensione: dopo 30 tiri senza sbavature c'è la tendenza a pensare al punteggio pieno invece dei tiri che seguiranno, oppure al gradino più alto del podio e fattori simili che sono pessime motivazioni. Se si ha un'errore, non c'è più motivo di preoccuparsi a voler fare punteggio pieno, perchè ormai è impossibile da realizzare. Ed è un singolo errore, non la fine del mondo, 49 sagome abbattute sono ancora ottime per vincere. Comunque, se vi arrendete a metà competizione, potreste dover affrontare il fatto che, con tre errori potevate chiudere in prima posizione e solo perchè degli altri cinque errori in più, che vi hanno fatto entrare in modalità "ormai è andata, chi se ne frega", vi hanno palesato lo spauracchio del ventesimo posto. E' difficile mantenere l'entusiasmo quando il treno è ormai passato, ma prendetela come un'occasione per addestrarvi nell'auto-disciplina. Allora potreste finire tra le prime posizioni dopotutto - semplicemente per il fatto che non avete mollato.

E anche se non avete vinto, non è una tragedia. Se sparate al vostro meglio, sfruttando tutto quello che avete appreso, e non ripetete sempre i medesimi errori, allora la vostra sarà una giornata di crescita in fase di tiro. Avete imparato, sviluppato e la prossima volta saprete ancora meglio cosa fare e cosa non fare. E c'è sempre una prossima volta.

13.6. Qual'è il segreto?

Ho una domanda che negli anni passati ho rivolto a un sacco di grandi tiratori stranieri durante le mie gare internazionali. Ho posto l'interrogativo sompre con le stesse parole: Qual'è la chiave del tuo successo e cosa suggeriresti a chi vorrebbe arrivare a sparare come te? Le risposte seguivano sempre lo stesso filo guida:

  • "Spero di non offenderti, ma il super segreto, almeno secondo me, non esiste. E' l'insieme dei picocli dettalgi che rendono il tutto perfetto."
     
  • "Ho iniziato a 16 anni con una carabina springer. Aiuta, molti dei tiratori di quelli bravi l'hanno usata fin dagli anni'80. Le gare veramente dure sono la miglior via per crescere, ma quella è l'unica cosa che non puoi gestire facilmente!"
     
  • "Puoi abbattere tutti i bersagli - i nomi dei record degli altri tiratori non lo cambieranno. Ci ho messo 10 anni per capire che sparavo ai bersagli invece di poter superare altre persone. Solo negli ultimi due anni ho iniziato a pensare che potevo competere alla pari con questi grandi tiratori, e appena l'ho creduto davvero ci sono riuscito."
     
  • "Il mio consiglio è di sparere meglio - tirare col vento e non in situazioni di calma. Perchè il vento e saper sparare col vento è la cosa più importante."
     
  • "Qual'è il segreto per sparare col vento? Lo possiamo solo indovinare. E' più di 20 anni che sparo, ho tirato a indovinare abbastanza da capire, vedendo i risultati, che dovrei tirare a indovinare ancora meglio."
     
  • "Non è un segreto, sta a te lavorare sodo e saper affrontare ogni situazione. Quando gli altri si rintanano nelle Club House a cause del tempaccio, tu devi stare fuori ed esercitarti a sparare. Più ti eserciti, più resti concentrato senza farti distrarre."
     
  • "Il segreto? Non c'è un segreto. Faccio Field Target da oltre 20 anni, quello è davvero di aiuto. Abbi una buona tecnica e la giusta strumentazione,oltre all'entusiasmo. Continua ad allenarti, ma sopratutto devi divertirti e deve piacerti quello che fai, se non ti diverti non sparerai mai bene. Inoltre non esagerare con gli allenamenti, ti è molto più di aiuto fare più competizioni."
Perciò andate avanti, amici tiratori, ora anche voi conoscete il segreto! :-)